Una buona prevenzione della carie dentale deve iniziare già nel grembo materno

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La carie è una malattia infettiva di carattere cronico-degenerativo, trasmissibile, che interessa i tessuti duri dentali e che porta alla distruzione degli stessi; essa rappresenta ancora oggi una delle patologie più diffuse nella popolazione generale e in età pediatrica.

Il problema carie nei bambini Italiani ha una prevalenza di circa il 22% di patologia a 4 anni e di circa il 44% a 12 anni.
Le carie possono causare dolore e disagio e ridurre l’assunzione di cibo, pregiudicando la qualità della vita dei bambini.
La carie dentale è una patologia multifattoriale, influenzata da fattori fisici e biologici (morfologia e composizione denti, batteri cariogeni e l’esposizione fluoro), stile di vita e fattori comportamentali (pratiche di igiene orale e abitudini alimentari), e dallo status sociale.
La formazione primaria dei denti e la mineralizzazione iniziano durante lo sviluppo fetale. Pertanto l’ambiente intrauterino, incluso lo stato nutrizionale materno, potrebbe svolgere un ruolo importante nello sviluppo, formazione e mineralizzazione dei denti.
Precedenti studi sull’associazione tra stato nutrizionale materno e carie dentali hanno per lo più focalizzato l’attenzione sulla malnutrizione, e hanno dimostrato che la malnutrizione colpisce lo sviluppo dei denti e l’eruzione, ciò si traduce in un aumento del tasso di carie nei successivi anni di vita. Poco si conosce sugli effetti che dieta materna in gravidanza ha sulla salute dei denti dei bambini. Per ridurre l’incidenza di carie dentale è necessaria una maggiore conoscenza non solo degli effetti deleteri della malnutrizione, ma anche degli effetti benefici di un adeguato apporto nutrizionale materno.
L’importanza dell’apporto di calcio durante la gravidanza è noto in materia di prevenzione della carie in bambini. Si possono citare due studi epidemiologici che hanno affrontato l’associazione tra la supplementazione materna con calcio durante la gravidanza e la carie in bambini. Un trial condotto in Argentina, pubblicato nel 2010, sulla supplemetazione materna con calcio era associato in maniera inversa con all’insorgenza di carie in bambini di 12 anni. Un altro studio longitudinale condotto in Thailandia, pubblicato nel 2009, ha mostrato che il rischio incrementale di carie tra i 9 ed i 12 anni è più basso tra i bambini le cui madri hanno ricevuto la supplementazione con calcio durante la gravidanza.
Un recente studio condotto da ricercatori giapponesi dell’Università di Tokio ha studiato l’associazione tra l’intake di prodotti caseari e calcio durante la gravidanza e il rischio dei nascituri di sviluppare carie, utilizzando i dati dell’ “Osaka Maternal and Child Health Study” (OMCHS).

L’ OMCHS è uno studio prospettico di corte che ha investigato fattori di rischio e fattori protettivi per la salute della mamma e del bambino. Sono stati ritenuti validi ed utilizzati i dati relativi a 315 coppie madre-bambino giapponesi. Il controllo del cavo orale, con rilevamento di eventuali carie dentali, è stato eseguito tra i 41 e 50 mesi di vita dei bambini da un’igienista.
L’intake alimentare delle madri durante la gravidanza è stato valutato attraverso due questionari alimentari autosomministrati al baseline e poi ripetuti ad ogni follow-up. Uno dei due questionari autosomministrati al baseline era di tipo semiquantitativo, comprensivo di un questionario alimentare che valutava le abitudini alimentari durante i mesi precedenti. La stima dell’intake giornaliero di cibi (150 items), l’energia e gli alimenti selezionati sono stati calcolati al computer attraverso uno specifico algoritmo per il “diet history questionnaire” basato sulle tabelle di composizione standard degli alimenti giapponesi. Il consumo totale di prodotti lattiero-caseari è stato definito come la somma del consumo di latte, yogurt e formaggio.
Eventuali informazioni su integratori alimentari non sono state utilizzate a causa della mancanza, in Giappone, di una tabella di composizione affidabile per gli integratori . Inoltre solamente il 6% delle partecipanti aveva assunto una volta a settimana integratori di calcio.
Un secondo questionario al baseline raccoglieva informazioni circa l’età della madre, la gestazione, il reddito, il titolo di studio della madre e del padre e l’abitudine tabagica. Sono state successivamente raccolte informazioni, con test autosomministrati, circa il sesso del bambino, la durata dell’allattamento al seno, l’età di introduzione dei cibi solidi, l’età di eruzione dei denti e lo spazzolamento dei denti da parte dei bambini.
Dai dati ottenuti è emerso che un elevato intake materno di formaggio durante la gravidanza era inversamente associato al rischio di carie dentale nei bambini, mostrando una relazione inversa dose-risposta.
L’associazione inversa all’intake totale materno di prodotti caseari, yogurt e calcio durante la gravidanza e la carie dentale dei bambini aveva un significato border-line. Non è emersa una relazione evidente tra l’intake di latte e la riduzione di carie dentale.
Saranno necessari ulteriori studi per riprodurre i risultati ottenuti e chiarire i meccanismi alla base dell’associazione inversa tra l’assunzione di prodotti lattiero-caseari e calcio (con particolare attenzione al formaggio) con il rischio di carie dentale nei bambini.
Di sicuro le mamme possono iniziare a dare il loro contributo alla prevenzione della carie già durante la gravidanza, tuttavia, dopo la nascita valgono sempre e comunque tutte le regole comportamentali e di stile di vita ben note.

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