Ossido di zirconio e bruxismo

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odontoiatra.it, gnatologia, bruxismo, protesi
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L’ossido di zirconio è adatto ad essere impiegato nei pazienti con bruxismo? La ditta Dentai Direkt lo voleva sapere con precisione e ha iniziato una simulazione della masticazione presso la Clinica Universitaria di Kiel. Col nome di bruxismo (digrignamento e compressione) viene definito il costante, inconscio, spesso notturno, ma anche diurno, sfregamento o compressione reciproca dei denti mascellari e mandibolari, detto anche digrignamento dei denti. In totale la diffusione del bruxismo riguarda il 20% circa della popolazione. La pressione che ne deriva può essere più di dieci volte la normale pressione masticatoria. A titolo di paragone: a seconda della consistenza del cibo, la forza masticatoria che gli esseri umani devono impiegare quando mangiano è compresa fra 50 e 100 Newton. Nonostante questo, l’ossido di zirconio è adatto come materiale protesico nei pazienti con bruxismo e quindi con gli alti carichi ad esso legati? Dentai Direkt GmbH valuta sotto questi aspetti le caratteristiche meccaniche di diversi tipi di zirconio prima e dopo l’invecchiamento mediante simulazione della masticazione. Una ricerca condotta presso la Clinica Universitaria di Kiel sulla resistenza di corone in ceramica integrale per denti posteriori prima e dopo il carico masticatorio simula il carico di rottura delle corone dopo 5 anni di funzione nella bocca del paziente.

Materiale e metodi

Per lo studio vengono testati da Dentai Direkt i seguenti tipi di zirconio: DD Bio ZX2 (3Y-TZP), DD cubeX2 HS (4Y-TZP) e DD cubeX2 (5Y-TZP). Per ogni gruppo di materiale vengono analizzate 16 corone appositamente realizzate. Le corone vengono preparate secondo la forma anatomica nel procedimento CAD/CAM, mantenendo lo spessore minimo. I monconi dei denti sono preparati dalla Clinica di odontoiatria protesica, propedeutica e scienza dei materiali in modo tale da corrispondere alle direttive cliniche. Le superfici del moncone metallico da cementare e l’interno della corona vengono irruviditi mediante sabbiatura con corindone, puliti e umettati con primer universale (Monobond Plus, Ivoclar-Vivadent). Successivamente la corona e il moncone vengono uniti con un cemento composito adesivo a polimerizzazione duale (Multilink Automix, Ivoclar-Vivadent) e pressati uniformemente sul moncone in modo centrale-assiale. Poi otto provini alla volta di ogni gruppo di materiale vengono messi in un simulatore della masticazione e sottoposti a un carico ciclico (1,2 milioni di cicli masticatori), con contemporaneo carico termico alternato (da 5 a 55 °C), che simulano l’impiego della corona per cinque anni nella bocca del paziente. Le altre otto corone dello stesso gruppo di materiale servono per la misurazione comparativa senza carico masticatorio simulato. Al termine della simulazione masticatoria, tutti i 16 provini di ogni serie di materiale vengono caricati con una macchina universale per prove sui materiali (Zwick Z019, Zwick/Roell) fino alla rottura o al limite di spegnimento della forza della macchina per prove sui materiali.

Risultati e discussione

Senza carico nel simulatore della masticazione, lo studio non mostra differenze significative di carico di rottura dei materiali testati. Questi risultati sono in contrasto coi risultati di studi condotti da Carrabba e Coll, (prova di flessione a tre punti) e da Zhang e Coll, (prova di flessione a quattro punti), nei quali è stato costatato che la resistenza alla flessione delle ceramiche di ossido di zirconio con contenuto crescente di ossido di ittrio diminuiva in misura significativa. Le ragioni dei diversi risultati potrebbero dipendere dai metodi di prova diversi. Tuttavia, il metodo di prova qui utilizzato e la forma anatomica dei provini ad esso legata hanno il vantaggio di essere molto più vicini alla realtà clinica dei metodi di prova sopra menzionati. Dopo il carico mediante simulazione della masticazione si rileva una diminuzione significativa del carico di rottura con una quota crescente di ossido di ittrio. Nel carico di rottura dinamico si è avuto un indebolimento delle ceramiche di ossido di zirconio con una quota aumentata di ossido di ittrio. Una possibile ragione sta nella formazione e nella diffusione di microincrinature che, in presenza di ossido di zirconio con bassa quota di ossido di ittrio (3Y-TZP), possono essere fermate o per lo meno ostacolate da un cambiamento di fase. Osservando i valori di resistenza alla rottura prima e dopo la simulazione della masticazione, si dimostra che dopo la diminuzione della resistenza, per esempio fino al 38% in caso di DD cubeX2, i valori ridotti sono ancora di gran lunga più alti delle forze masticatorie che si verificano in modo fisiologico nel cavo orale (100 N forza di masticazione normale; 1000 N nei pazienti con bruxismo). I risultati dello studio dimostrano che le resistenze delle corone monolitiche, anche dopo carico simulato nella bocca, presentano il carico di rottura necessario per l’impiego nei pazienti affetti da bruxismo. Sulla base delle maggiori forze che si manifestano in detti pazienti, l’impiego di corone e ponti glasati o rivestiti esteticamente in ceramica determina un più rapido danneggiamento del materiale e l’abrasione del suo antagonista. Poiché la protesi a più strati durante il processo di fabbricazione è sottoposta a parecchi trattamenti meccanici e termici, che provocano tensioni all’interno dei materiali, la superficie di contatto fra i diversi materiali deve essere considerata il punto debole della protesi. In seguito alle maggiori forze che si manifestano in caso di bruxismo nelle protesi glasate e rivestite esteticamente in ceramica compaiono frequentemente i seguenti difetti:

  • scheggiatura
  • delaminazione fra la travata e la mascheratura estetica.

Il distacco dello strato di ceramica fa sì che da una superficie liscia ne nasca una più ruvida. La modificazione della natura superficiale determina un aumento dell’abrasione nei denti naturali nonché nelle protesi. Gli studi condotti dimostrano che l’usura degli antagonisti naturali è da ricondurre non alla notevole durezza della ceramica, ma piuttosto alla sua natura superficiale. La formazione e la diffusione di microincrinature e quindi la rugosità della superficie possono essere ridotte al minimo da una lucidatura superficiale, Le esperienze e gli studi sull’abrasione dell’antagonista dimostrano che nelle protesi non glasate e non lucidate l’usura è maggiore che nelle superfici lucidate o glasate. Tuttavia le superfici perfettamente lucidate e glasate dovrebbero essere considerate separatamente perché la glasura, come già descritto, può rappresentare un punto debole. A causa della normale abrasione che si verifica col tempo, nelle glasure che tendono alla porosità si può giungere all’esposizione dei pori. I pori aperti aumentano per mezzo degli spigoli acuti, la rugosità superficiale e quindi lo sfregamento sull’antagonista. Sulla base dei risultati dello studio condotto alla Clinica Universitaria di Kiel, Dentai Direkt non vede alcun pericolo dovuto alle caratteristiche dei materiali per i pazienti affetti da bruxismo quando si usano protesi monolitiche in prodotti di zirconia medicale DD (DD BioZ, DD BioZX2, DD cubeX2 HS e DD cubeX2). In futuro sarà però assolutamente necessario attenersi ai parametri di costruzione predeterminati delle relative istruzioni per l’uso. www.dentaldirekt.de

 

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