Dentizioni: decidua, permanente, protesica.

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Quando il fattore tempo è fondamentale per tenere sotto controllo la salute dei denti vale la pena di partire dall’inizio, ossia dai bambini. Anche nell’infanzia il cardine della prevenzione è una corretta igiene orale che è affidata alla responsabilità e al buon senso dei genitori: Se far addormentare il bebè con il ciuccio intinto nel miele è un vero e proprio attentato alla salute dei suoi denti, non bisogna trascurare anche altre attenzioni come appunto insegnare al bambino il modo corretto di lavarsi i denti e far controllare almeno una volta all’anno anche i  denti decidui  (i cosiddetti denti da latte). Anche questi infatti si possono cariare e in questo caso vanno curati.

 

Un capitolo importante è quello dell’ortodonzia, ossia la cura del corretto sviluppo della dentizione permanente.

 

“è bene sapere ¬ spiega Manca ¬ che si può intervenire per correggere eventuali difetti della crescita solo a partire da una certa fase dello sviluppo della dentizione permanente, diciamo non prima che ci sia il primo molare ben delineato. È importante anche sapere che l’ortodonzia è una disciplina specifica, ben distinta dal resto dell’odontoiatria. Personalmente invio i piccoli pazienti da specialisti che si occupano esclusivamente di questo aspetto.

Una corretta ortodonzia si fa partendo da una radiografia panoramica più una teleradiografia del cranio, che permette di elaborare un  tracciato cefalometrico  , cioè lo studio matematico di come e dove intervenire. Bisogna, inoltre , considerare con molta attenzione i tempi dello sviluppo: l’osso mandibolare è ’ultimo che smette di crescere, nei maschi intorno ai vent’anni, nelle femmine intorno ai 15-16 anni.”

 

In ogni caso l’ortodonzia va considerata un ottimo investimento a tutela della salute dei denti. Infatti se la crescita non avviene correttamente può svilupparsi il cosiddetto sovraffollamento, ovvero il fenomeno per cui denti che non hanno lo spazio sufficiente per crescere dritti e premono sui denti vicini

 

“ è un altro fattore, ¬ precisa Manca, ¬ che può portare all’esposizione delle radici del dente e quindi a una sua maggiore vulnerabilità , oltre che essere la prima causa di

 

MALOCCLUSIONE DENTALE.

 

“Vale la pena di ricordare ¬ spiega Manca¬ che il dente non è così fisso come ci si immagina. Se il dente fosse una struttura semplicemente infissa nell’osso mandibolare finirebbe per spezzarsi nella masticazione: I muscoli della masticazione non sono i più grossi, ma certamente i più potenti del nostro corpo. Basti pensare che sviluppano una forza di 120 kg per cmq.!!! Questa notevole pressione va in qualche modo “ammortizzata”, per questo il dente si vanno a intaccare questi legamenti cominciano i guai… e i denti a muoversi in maniera percettibile.

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