Collaborazione tra studio e laboratorio nell’era digitale

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odontoiatra.it, protesi, odontotecnico
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Dr. Luca Ortensi
Odt. Carlo Borromeo

 

Fin dall’inizio della loro collaborazione, Luca Ortensi e Carlo Borromeo, si sono posti l’obiettivo di studiare il paziente nella sua globalità per progettare manufatti protesici longevi che si integrino al meglio nel cavo orale del paziente. Un punto di forza del loro team è stato, e continua ad essere, la ricerca e lo studio degli effetti delle forze masticatorie ed il ruolo che quest’ultime svolgono nell’interferire sulla longevità delle componentistiche protesiche impiegate nella protesi rimovibile a sostegno impiantare. Abbiamo incontrato il Dr. Ortensi ed il Sig. Borromeo e rivolto loro alcune domande.

Durante il Rhein83days, il congresso dedicato alla protesi rimovibile, avete presentato un protocollo di lavoro che vi permette di riconoscere i pazienti ad elevato rischio occlusale. Quali sono i vantaggi per il paziente?

Riconoscere pazienti ad elevato rischio occlusale ci permette di progettare i nostri manufatti in modo da prevenire possibili fratture dei rivestimenti estetici o delle componenti meccaniche che costituiscono la barra ritentiva e gli attacchi. Uno studio preventivo dei carichi masticatori, dal punto di vista dell’intensità e della distribuzione permette al team odontoiatra-odontotecnico di “sovraprogettare”, se necessario, con un aumento della percentuale di successo delle terapie. Con questo tipo di approccio terapeutico e costruttivo possiamo ridurre al minimo le possibili complicanze ed in particolare la rapida usura/ deformazione degli attacchi ritentivi. A volte ci capita di rispondere a colleghi che ci chiedono perché, in alcuni casi, gli attacchi non durano a lungo. La risposta che ci sentiamo di fornire è che sono state sottostimate l’intensità e la direzione delle forze masticatorie sviluppate dal paziente durante la normale attività masticatoria.

Per studiare tutto ciò, vi siete avvalsi della collaborazione di un ingegnere. Perché?

Se facciamo un paragone tra il progetto che sviluppa un ingegnere e quello che deve saper redigere il team odontoiatra-odontotecnico, non troviamo molte differenze. Il fatto di avere a che fare con la biologia non ci esime dal conoscere i principi base delle scienze delle costruzioni. L’ingegnere Morano, che ci ha gentilmente istruito sui principi base della meccanica e sulla loro applicazione in odontoiatria protesica, ci ha sempre ricordato che le leggi della fisica e della meccanica sono universali e che ignorarle durante una progettazione, seppur in ambito biologico, è un grave errore.

Venerdì 20 ottobre terrete una relazione al “colloquium dentai”. Quali altre novità/sviluppi vedremo?

In questi mesi, abbiamo applicato con maggior consapevolezza quanto appreso. Al “colloquium dentai” desideriamo proporre una nuova metodologia di progettazione terapeutica che non solo sia più efficace, ma che porti ad una riduzione dei costi produttivi, grazie all’ausilio delle nuove tecnologie digitali. Ad esempio, focalizzeremo la nostra attenzione sulla progettazione e costruzione di un prototipo (attraverso l’impiego di stampanti 3D) che ci guiderà sino al completamento del trattamento definitivo.

Come vedete l’odontoiatria del futuro? Come cambierà, a vostro parere, il lavoro dell’odontoiatra e dell’odontotecnico?

Spesso io e Carlo ci confrontiamo sugli scenari futuri delle nostre rispettive professioni: prevediamo un futuro dove la tecnologia avrà sempre di più un ruolo fondamentale. Questo non significa che le nostre professionalità diventeranno superflue. Al contrario odontoiatri-odontotecnici, preparati ed esperti, sapranno guidare la tecnologia e non solo esserne semplici spettatori.

Come vi immaginate tra vent’anni?

Appassionati, appassionati, appassionati come oggi! Se la passione per ciò che si fa, per la propria professione, si affievolisce, meglio dedicarsi agli hobby o ad altre attività, lo e Carlo ci immaginiamo più vecchi ma propensi a continuare nella nostra ricerca che ha come scopo il miglioramento della vita dei pazienti.

 

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